Calcio balilla: perché si chiama così

Calcio balilla: perché si chiama così

Tutti vi abbiamo giocato almeno una volta nella vita, ma ben pochi sanno da dove derivi il suo nome italiano. Calcio balilla: perché si chiama così?

Ci stiamo ponendo una domanda ben precisa. Calcio Balilla: perché si chiama così? Prima di rispondere, ritengo sia utile dare un breve sguardo al trascorso di questo gioco. Come, dove e quando è nato?

Un po’ di storia 

Detto anche “biliardino”, è stato inventato tra gli anni ’20 e ’30 in Germania, grazie alla creatività di Broto Wachter. L’intenzione era quella di dimensionare il gioco del calcio a una versione “casalinga”, così da potervi giocare anche su un tavolo.

In Francia, nello stesso momento, vennero realizzati i primi tavoli da gioco, grazie all’operaio della Citroën Lucien Rosengart, intelligente inventore. Quasi come legati da onde telepatiche, anche in Catalogna, a Barcellona, Alejandro Finisterre costruì nel frattempo il biliardino nella sua forma più conosciuta anche ai giorni nostri, con omini sagomati.

Nel 1937, Finisterre depositò il brevetto prima dei tedeschi e prima dei francesi, così che fino a oggi l’invenzione di questo gioco è attribuita – giustamente o meno che sia – al catalano.

Il gioco iniziò a essere molto popolare nei bar e nei club, dove gli uomini si riunivano per festeggiare delle vittorie sportive o per bere qualcosa in seguito a delle sconfitte di squadre di calcio locali.

Il gioco si diffuse così velocemente che presso moltissimi club poteva essere trovato un proprio kicker (nome che entra comunemente in uso in Germania, tra i più usati per indicare il calcio balilla).

Da dove deriva il suo nome?

Ma ora giungo alla domanda specifica che ci siamo fatti all’inizio. Calcio balilla: perché si chiama così?

I primi esemplari italiani furono prodotti a partire dal 1936, grazie a un artigiano di Poggibonsi, in provincia di Siena. Si trattava, però, ancora di prototipi.

Una vera realizzazione in serie ha avuto inizio ad Alessandria, nel 1950. La ditta Garlando accolse con favore l’input del francese Zosso, che nel suo paese era già riuscito a diffondere il gioco, specie nella Francia del sud.

Ma è alla fine della Seconda Guerra Mondiale che i primi biliardini riuscirono a trovare i primi spazi. Specie nei centri per la riabilitazione psicomotoria dei reduci di guerra.

I balilla, com’è noto, erano le piccole leve di soldati tirate su in epoca fascista. Ed è proprio a quest’epoca che, probabilmente, risale il nome di “calcio balilla”. Esiste un possibile legame di significato tra ciò che riguarda il “piccolo soldato” e la “piccola sagoma di giocatore” usata per il gioco.

Conclusioni

  • La storia del calcio balilla è relativamente recente. Nasce nel primo ventennio del Novecento ma si sviluppa, specie in Italia, in epoca fascista e, soprattutto, solo dopo il 1950;
  • esiste un probabile legame semantico tra i piccoli balilla fascisti e le piccole sagome dei giocatori. Ecco spiegata la derivazione del nome di questo gioco.